Come anticipato a breve riaprirà il cantiere della galleria Serralunga e il dibattito sull’utilità e validità dell’investimento per tutto il territorio prosegue. Le opinioni sono divergenti, tante e diverse sono le prese di posizione. Più volte si è richiamata l’attenzione sulla necessità di portare avanti uno sviluppo ecosostenibile, sempre si è sottolineato il grande ed unico patrimonio naturalistico ed ambientale della piana di Campo Felice e la necessità di salvaguardare questo bene comune cercando le giuste politiche di compromesso tra sviluppo e tutela dell’ambiente. Non bisogna dimenticare che è proprio il paesaggio unico nel suo genere la più grande ricchezza del territorio e valorizzarlo è un obbligo per cercare un rilancio turistico ed economico di tutta l’area. Quello che bisogna evitare è la speculazione, la cementificazione selvaggia, la realizzazione di opere ad alto impatto ambientale. Ci sono tanti esempi nel nord Italia e nell’Europa alpina di sviluppo ecosostenibile, di valorizzazione di risorse ambientali e naturalistiche e quella potrebbe essere l’unica alternativa perseguibile. La ferita ormai c’è, ma si può ancora rimediare per limitare danni ulteriori.
Interessanti sono a tal proposito alcune riflessioni di Rossano Soldati, da sempre strenuo difensore del territorio, studioso di micro e macrofauna e microflora locale (vedi http://www.lucoli.it/floradilucoli/ ).
In un’analisi dei potenziali riferibili alla galleria Serralunga Rossano Soldati evidenzia i seguenti aspetti, frutto della sua conoscenza degli habitat coinvolti e del territorio interessato:
- Tipologia del bacino. Chiuso
- Utenti direttamente interessati 2000 di cui fruitori abituali max 10%(stima)
- Utenti indirettamente interessati saltuari 20000 stagionali di cui fruitori abituali 10%(stima)
- Utenti legati allo sci e quindi agli impianti sciistici , il 50% della media annuale(stima)
- Periodi di punta max 5 mesi anno di cui 4 legati allo sci.
- Periodi con traffico scarso o quasi nullo aprile, maggio, giugno,luglio,settembre,ottobre, novembre
- Periodi ibridi, 30 giorni
- Fruitori maggiormente interessati :Roma- Altopiano delle Rocche e ritorno
- Fruitori poco interessati da e per L’Aquila o di passaggio
- Fruitori poco frequenti, da e per Lucoli
- Parametri di convenienza dell’opera sicuramente esistono ma non sono calcolabili statisticamente
- Costo dell’opera alto, rispetto al numero dei potenziali utenti
- Impatto ambientale, altissimo
- Danni per macro fauna altissimi (eliminando anche le pause notturne)
- Macro faunadi rilievo interessata ( lupo, gatto selvatico, martora, orso, cervi, caprioli e simili)
- Avifauna di rilievo interessata (Aquila reale e rapaci in genere, rapaci notturni)
- Inquinamento da polveri sottili medio alto considerati gli habitat prioritari
- Inquinamento da materiali di rifiuto alto ,considerato l’habitat a protezione SIC, ZPS, Galasso, habitat vegetazionali prioritari e di altissimo valore botanico, zona parco e pre parco
- Inquinamento acustico considerato l’habitat alto (specialmente notturno)
- Inquinamento luminoso notturno considerato l’habitat, altissimo.
- Vantaggi consistenti solo per gli impianti da sci
- Vantaggi discreti per l’Altopiano delle Rocche
- Vantaggi pochi e dubbiosi per Lucoli
- Vantaggi per il valore ambientale, nessuno
- Vantaggi per la speculazione edilizia , potenzialmente altissimo
- Pericolo di inquinamento delle falde acquifere, alto
- Pericolo per cementificazioni ad ampio raggio di tipo speculativo a ridosso degli impianti,altissimo
- Pericolo per la distruzione del valore paesaggistico,altissimo
- Pericolo per la distruzione degli habitat prioritari, altissimo
- Pericolo per ulteriori e future manomissioni legate all’indotto, altissimo
Sono chiaramente riflessioni personali in buona parte frutto di osservazione e conoscenza dell'area in questione che meritano però attenzione, sono un grido d’allarme da non sottovalutare, sono un invito a vigilare nell’interesse di tutti per avere risposte e rassicurazioni reali. Purtroppo l’esperienza insegna che troppo spesso in Italia si sono costruite “cattedrali nel deserto”, opere devastanti mai terminate o tuttora incomplete.
Bisogna guardare avanti investendo nel modo giusto e valorizzando al massimo quello che rappresenta la maggiore, ma non per questo inesauribile, risorsa del territorio: la natura.
Interessanti sono a tal proposito alcune riflessioni di Rossano Soldati, da sempre strenuo difensore del territorio, studioso di micro e macrofauna e microflora locale (vedi http://www.lucoli.it/floradilucoli/ ).
In un’analisi dei potenziali riferibili alla galleria Serralunga Rossano Soldati evidenzia i seguenti aspetti, frutto della sua conoscenza degli habitat coinvolti e del territorio interessato:
- Tipologia del bacino. Chiuso
- Utenti direttamente interessati 2000 di cui fruitori abituali max 10%(stima)
- Utenti indirettamente interessati saltuari 20000 stagionali di cui fruitori abituali 10%(stima)
- Utenti legati allo sci e quindi agli impianti sciistici , il 50% della media annuale(stima)
- Periodi di punta max 5 mesi anno di cui 4 legati allo sci.
- Periodi con traffico scarso o quasi nullo aprile, maggio, giugno,luglio,settembre,ottobre, novembre
- Periodi ibridi, 30 giorni
- Fruitori maggiormente interessati :Roma- Altopiano delle Rocche e ritorno
- Fruitori poco interessati da e per L’Aquila o di passaggio
- Fruitori poco frequenti, da e per Lucoli
- Parametri di convenienza dell’opera sicuramente esistono ma non sono calcolabili statisticamente
- Costo dell’opera alto, rispetto al numero dei potenziali utenti
- Impatto ambientale, altissimo
- Danni per macro fauna altissimi (eliminando anche le pause notturne)
- Macro faunadi rilievo interessata ( lupo, gatto selvatico, martora, orso, cervi, caprioli e simili)
- Avifauna di rilievo interessata (Aquila reale e rapaci in genere, rapaci notturni)
- Inquinamento da polveri sottili medio alto considerati gli habitat prioritari
- Inquinamento da materiali di rifiuto alto ,considerato l’habitat a protezione SIC, ZPS, Galasso, habitat vegetazionali prioritari e di altissimo valore botanico, zona parco e pre parco
- Inquinamento acustico considerato l’habitat alto (specialmente notturno)
- Inquinamento luminoso notturno considerato l’habitat, altissimo.
- Vantaggi consistenti solo per gli impianti da sci
- Vantaggi discreti per l’Altopiano delle Rocche
- Vantaggi pochi e dubbiosi per Lucoli
- Vantaggi per il valore ambientale, nessuno
- Vantaggi per la speculazione edilizia , potenzialmente altissimo
- Pericolo di inquinamento delle falde acquifere, alto
- Pericolo per cementificazioni ad ampio raggio di tipo speculativo a ridosso degli impianti,altissimo
- Pericolo per la distruzione del valore paesaggistico,altissimo
- Pericolo per la distruzione degli habitat prioritari, altissimo
- Pericolo per ulteriori e future manomissioni legate all’indotto, altissimo
Sono chiaramente riflessioni personali in buona parte frutto di osservazione e conoscenza dell'area in questione che meritano però attenzione, sono un grido d’allarme da non sottovalutare, sono un invito a vigilare nell’interesse di tutti per avere risposte e rassicurazioni reali. Purtroppo l’esperienza insegna che troppo spesso in Italia si sono costruite “cattedrali nel deserto”, opere devastanti mai terminate o tuttora incomplete.
Bisogna guardare avanti investendo nel modo giusto e valorizzando al massimo quello che rappresenta la maggiore, ma non per questo inesauribile, risorsa del territorio: la natura.

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